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ETX 90/EC

Ottica - Montatura - Focheggiatore - Treppiede - Motori - Autostar - Alimentazione - Prezzi

Come probabilmente avrete già letto nelle pagine di autocostruzione e di astrofotografia del sito, il mio primo telescopio è stato e resta il famoso Meade ETX 90/EC, un Maksutov-Cassegrain da 3.5" (90mm), 1250mm di focale motorizzato in AR e Dec.

 

Ottica:

Lo schema ottico è composto da un menisco sferico atto alla correzione dell'aberrazione geometrica dello specchio primario (sovradimensionato e fortemente asferico, alluminato e quarzato). Il secondario è ricavato alluminando il centro del menisco. Un terzo specchietto ribaltabile disposto a 45° devia il fascio luminoso al porta oculari, disposto perpendicolarmente rispetto al tubo ottico.

Il rapporto focale nominale di questo strumento è f/13.8 che diventa 14.6 se si tiene conto della presenza dell'ostruzione e della non totale riflessione dei 3 specchi. Purtroppo un rapporto così "spinto" non lo favorisce l'osservazione deep-sky anche se un 90mm non è di per sé l'ideale allo scopo: in ogni caso l'oculare in dotazione, un ottimo 26mm Super Plossl serie 4000 (quello che ho modificato) permette, sotto un buon cielo, la visione di quasi tutti i Messier, nonché di un cospicuo numero di NGC.

Naturalmente il punto di forza di questo compatto è l'osservazione planetaria: su Giove non ci sono problemi a identificare 2 o 3 bande anche sotto il cielo Monzese (MI), su Saturno, in condizioni di seeing fermo la divisione di Cassini è evidente anche senza l'ausilio di filtri fotovisuali.

Sulla Luna, con condizioni meteo adeguate, si riesce a spingere fino a 250X senza perdere di dettaglio (per i pianeti non sono mai andato oltre i 200X a causa della scarsa luminosità). Sempre sulla Luna c'è chi lo ha paragonato al più costoso "Pronto" Televue (APOcromatico da 70mm e da ben oltre 2 milioni solo di tubo ottico)!

Sempre grazie alla sua nitidezza è sfruttabile sulle doppie come epsilon Lirae (la doppia-doppia) le cui componenti più vicine distano ca. 2" d'arco (la risoluzione teorica dell'ETX è di 1,3" d'arco).

Per terminare con l'ottica, vanno ricordati il generoso trattamento antiriflesso del menisco e i paraluce interni sagomati al computer che permettono, ad esempio, l'osservazione diurna di Venere anche in momenti in cui l'elongazione la porta molto vicina alla nostra stella.

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Montatura:

Se l'ottica è veramente eccellente (guardandola come prodotto di fascia medio alta -non aspettatevi un Televue o un'AstroPhysics-) la montatura è affetta da alcuni difetti di progettazione che se non vengono tenuti in considerazione possono dare noie (soprattutto nel caso si utilizzi assieme al telescopio il computer Autostar):

Punto primo: è in ABS (plastica). Se da un lato il tutto risulta più leggero, dall'altro necessita di delicatezza: niente fotografia al fuoco diretto o in parallelo se non si vuole sforzarla (parlo di fotografia "chimica", in quanto con le webcam, sui pianeti più luminosi e sulla luna si possono ottenere discreti risultati).

Punto secondo: gli ingranaggi di trascinamento sono in nylon, il che comporta un discorso analogo al precedente.

Punto terzo: il cercatore: se da una parte un cercatore raddrizzato è più comodo, soprattutto per il principiante, dall'altro, sia la posizione (che con il tele allo zenit rende l'accesso semplice solo ai contorsionisti) che i 21mm dell'obiettivo (un acromatico non diaframmato di buona fattura -niente a che vedere con i puntatori Celestron dei primi "Firstscope" ad esempio-) lo rendono pressoché inutile all'uso astronomico, soprattutto nella ricerca i oggettini in zone del cielo particolarmente povere di stelle.

Punto quarto: in modalità altazimutale (l'ETX è stazionabile sia altazimutalmente che in equatoriale) non si può puntare più in basso di 30° sotto l'orizzonte, che in modalità equatoriale, alla nostra latitudine diventano a sud ca. 15° sopra l'orizzonte. Questo difetto non è particolarmente sentito, se non quando si utilizza l'Autostar (se si cerca di puntare un oggetto a sud molto basso, va a finire che i motori continuano a girare mentre il telescopio fermo si "sfasa" e va ri-stazionato)

Il fatto che la montatura sia abbastanza "flessibile", non deve far pensare che non si possa utilizzare il telescopio perché vibra o si muove: grazie ai motori comandati tramite pulsantiera e che al minimo spostano il tutto a una velocità che è solo 2 volte quella del moto apparente stellare, il puntamento e l'inseguimento sono due punti di forza di questo strumento. Naturalmente ricordatevi di avere sempre le pile cariche o il tutto sarà più inservibile di un binocolo scollimato.

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Focheggiatore:

Come quasi tutti i Cassegrain la messa a fuoco avviene tramite lo spostamento del primario, questo fa si che non vi sono parti esterne in movimento, ma anche che ad alti ingrandimenti l'immagine si sposta a causa di piccole derive della specchio. Per quanto riguarda la manopola del focheggiatore (un pomellino di 1.3cm ca. di diam.) l'unico difetto che ha è la difficoltà di raggiungimento con telescopio puntato allo zenit, ma con un un po' di pratica anche questo si fa perdonare.

Per quanto riguarda il porta oculari è un comune 31,8mm. Diversamente da altri telescopi di apertura analoga non è permesso l'alloggiamento di oculari da 2", che però penso siano inutili a questi livelli.

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Treppiede:

Nonostante vi sia la possibilità di utilizzo semplicemente appoggiandolo ad un tavolo (sempre che abbiate un tavolo alto almeno 130cm e con la stabilità di un blocco di marmo...) obbligatorio è l'uso del cavalletto: la Meade produce il modello #883, con testa equatoriale tutto in alluminio (ca. 6KG), che costa un po' (oltre 400.000 lire), ma se si pensa che è lo stesso che regge l'LXD 300 -Schmidt-Cassegrain da 8"- si intuisce la stabilità nel portare un tele che pesa in tutto meno di 5Kg. Se già si dispone di un robusto cavalletto fotografico e lo si vuole costruire (magari in legno) occorre tener presente che in modalità altazimutale l'inseguimento non è così buono come in modalità polare (a meno di utilizzare l'Autostar).

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I motori:

Come già detto, l'ETX è motorizzato in entrambi gli assi: cosa ammirevole per uno strumento che da solo non passa il 1.600.000 lire. Sebbene non siano adatti all'astrofotografia, i motori sono comunque ottimi alleati dell'astrofilo che per cambiare un oculare non deve far corse per paura di perdere l'oggetto in campo. Oltretutto la loro utilità si manifesta già in fase di puntamento (avendo velocità definite ci si può muovere nel cielo contando i secondi mentalmente invece di usare i cerchi di puntamento (che fra l'altro non sono poi male: 170mm di diam. in AR e 90 in dec.). Utilizzando l'Autostar i motori rendono l'ETX una chicca (avete mai visto quanto costano le montature computerizzate vixen o losmandy? si tratta di apparecchiature professionali, ma spesso per l'astrofilo "visualista" sono sprecate).

Quest'estate ho avuto la fortuna di compiere con amici una sessione osservativa in Val d'Aosta (GabY -1300m s.l.m.-) della durata di 6 ore (visti ca. 50 oggetti deep-sky di cui oltre 40 con l'etx), per tutto il tempo, ininterrottamente, l'Autostar ha inseguito e centrato gli oggetti ricercati con una precisione di una quindicina di primi d'arco! Niente male per un sistema (etx, autostar e treppiede) che passa di poco i 2.000.000 di lire.

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Autostar:

Venendo poi all'Autostar c'è molto da dire: oltre 14.000 oggetti in memoria (modello #497) provenienti dal catalogo Messier, dall'NGC, dal Collinder, 900 stelle fra cui doppie, multiple e variabili, 8 pianeti maggiori da Mercurio a Plutone, 26 asteroidi, 15 comete periodiche, vari satelliti artificiali (per la verità senza il cavo per aggiornare l'Autostar via internet i satelliti sono impossibili da beccare), un glossario di 90 termini, menu in 4 lingue. Oltre alla miriade di informazioni che contiene, vi sono altrettante funzioni utili: puntamento ed inseguimento automatico di tutti gli oggetti in memoria, read-out digitale per sapere le coordinate di dove si sta puntando e per puntare un posto dando le coordinare polari o altazimutali, si può identificare un oggetto puntato sconosciuto, impostare comete o asteroidi inserendo gli elementi orbitali, si può fare un "giro turistico" (funzione molto adatta a chi come me senza un atlante non sa cosa guardare) che consiste nel puntare gli oggetti più belli e facilmente visibili in quel posto a quella data ora...

Oltre a queste funzioni ci sono poi utilità come l'inversione del joypad per sopperire al fatto che nell'etx si vede ribaltata la destra con la sinistra, si può "parcheggiare" il telescopio (si fermano i motori, ma il computer continua a calcolare il trascorrere del tempo per aspettare che sorga un oggetto senza consumare le batterie e perdere lo stazionamento). Si può calcolare campo inquadrato o ingrandimento inserendo i dati di tele e oculari, si possono leggere informazioni riguardanti ad esempio i riferimenti mitologici di un oggetto (oltre a mag., coordinate, diam. e genere che sono informazioni disponibili per quasi tutti gli oggetti in memoria). Si possono conoscere l'orario del sorgere, transitare e calare di sole e luna, prevedere eclissi, sapere i minimi di Algol o quando cade un solstizio...

Se ciò non bastasse, in cima a questo telecomando dalle molte funzioni c'è un led rosso molto comodo per cercare qualcosa sugli atlanti senza che le pupille si restringano (cosa che invece accade con la luce bianca delle comuni torce elettriche).

Per quanto riguarda l'allineamento, da farsi appena acceso l'etx, una volta presa su la mano non ruba più di 1 o 2 minuti, che si possono considerare un investimento per il resto della serata. Unico neo, forse inevitabile, dato il prezzo, la scarsa precisione nel puntamento dei pianeti (d'altra parte deve calcolarsi la posizione partendo da dati con parecchi decimali)

Se ci fosse qualcuno in procinto di comprare questo utile accessorio (che oggi si può anche trovare a meno di 400.000 lire) controlli di prendere il modello #497 e non il #495 che costa un po' meno ma ha in memoria soltanto un migliaio di oggetti.

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L'alimentazione:

Potrebbe sembrare strano entrare in un negozio e chiedere le pile per far andare un telescopio, tuttavia, senza otto stilo, il nostro strumento sarà inutilizzabile. Due motori ed un computer succhiano parecchia corrente (vedi questa pag. del sito del sig. Marturini, che ringrazio assieme al sig. Polo per avermi illustrato il metodo di alimentazione alternativa) e con le usa e getta ogni 20 ore di osservazione bisogna sborsare ca. 15.000 lire di pile. Per questo vi consiglio (come hanno fatto con me i due sig. suddetti e comunque dopo aver provato sul campo la validità di questa soluzione) una batteria al Pb/acido 12V da 7Ah o più: si tratta di quelle batterie usate dai fotografi per alimentare i flash, sono longeve (qualche anno), si possono ricaricare anche senza averle scaricate completamente e sono facilmente reperibili presso qualsiasi negozio di elettronica ad una cifra attorno alle 20-25.000 lire (usate due volte recuperi già il loro prezzo), unico accorgimento: non bisogna portarle mai sotto i 10.45-11V altrimenti si rovinano. Per la ricarica esistono in commercio appositi caricatori sulle 30.000lire, che non sono poi altro che alimentatori stabilizzati a corrente continua che erogano ca. 13.8V e che dispongono di un diodo in uscita al polo positivo per evitare di bruciarsi a batteria carica.

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I prezzi:

(mi riferisco al listino Meade, tuttavia non è difficile trovare offerte, inoltre, il mio consiglio è quello di cercare sempre l'usato -che oggi è spesso garantito qualche mese se preso in negozi come il "Miotti" o il "Photo Discount" di Milano)

EXT 90/EC: 1.280.000 lire

Autostar #497: 475.000 lire

ETX 90/EC kit (ETX + Autostar): 1.630.000 lire

Treppiede da campo #883: 450.000 lire

Batteria Pb/acido 12V 7.2Ah: 24.000 lire

Caricabatteria per batteria al Pb/acido: ca. 30.000 lire

 

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