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Quello che vedete
è il "battesimo", se così si può definire, della mia Vesta, una
webcam non molto costosa (il modello base come il mio -non la Vesta Pro- non
supera le 100.000 Lire), ma che ormai da tempo è una delle più usate dagli
astrofili come valida alternativa alle camere ccd, almeno per quanto riguarda le
riprese planetarie.
Oltre al prezzo,
un altro fattore che determina la sua diffusione, ed in genere quella delle
webcam (che siano Logitech, Creative o Philips poco importa se si sa cosa
scegliere...) è la semplicità di utilizzo: per la foto che vedete, non ho
fatto altro che svitare l'obiettivo dalla videocamera ed attaccare quest'ultima
con dello scotch al porta oculari del mio etx (anche se esistono adattatori
torniti di buona qualità, non volevo perdere l'occasione di un primo quarto
come quello!).
A questo punto
entrano in gioco i due maggiori pregi delle webcam: la velocità di
trasferimento dell'immagine dal sensore al pc e la regolazione automatica di
esposizione, guadagno e livelli. Tutto ciò fa si che per la messa a fuoco si
possa usufruire del monitor e non si debba andare per tentativi come accade per
i ccd, inoltre, data l'elevata luminosità del disco lunare il driver della
webcam riesce a regolare autonomamente l'immagine, anche con rapporti focali
"spinti" come il 13,8 dell'ETX 90.
Si passa ora alla
registrazione: brevi filmati di 20-40 frames bastano a fornire immagini di buona
qualità, sia che si estraggano i fotogrammi singolarmente, sia che si voglia
elaborarli con programmi come AstroStack.
Infine per un
risultato come quello che vedete qui sopra, basta comporre i fotogrammi con un
qualsiasi programma di fotoritocco. Personalmente utilizzo Adobe Photoshop che
permette oltre alla sovrapposizione delle foto, anche la regolazione dei toni
per ridurre l'effetto puzzle che comunque potete vedere a nord della regione
Alfonso-Tolomeo.
Secondo
Puzzle
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