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Libri di Astronomia

Aggiornato il 07/03/03

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Questa pagina vuole essere una sorta di bacheca nella quale inserire brevi recensioni, accompagnate (a volte) da un estratto dei libri a carattere astronomico che mi capitano sotto mano. L'ordine delle recensioni è quello in cui ho letto i libri.

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· "Le scoperte dell'astronomia: cronologia e protagonisti - Dall'eliocentrismo di Aristarco di Samo alla cattura dei neutrini solari di Raymond Davis"

di Ferruccio Francescato, 1998, Franco Muzzio Scienza editore, 446 pagine, 19,70 Euro ISBN 88-7021-867-7

Decisamente è un libro da consultare quando si sente la necessità di togliersi un dubbio su uno di quei "grandi" che hanno contribuito a chiarire come girano le cose nel mondo. Personalmente lo presi per scoprire chi erano tutti quei personaggi che compaiono sulla Luna come crateri.

Dalla quarta copertina:
<<Si tratta di una vera e propria "enciclopedia" di circa 500 protagonisti che hanno dato un contributo rilevante nello studio dell'astronomia: in occasione di numerosi incontri dedicati alla divulgazione delle conoscenze astronomiche, l'autore ha avvertito più volte l'esigenza di completare l'esposizione delle scoperte, invenzioni, ricerche, nuove teorie o ipotesi di studio che di volta in volta illustrava, citando anche il nome di personaggi che in qualche modo avevano contribuito a realizzarle, il nome cioè dei "protagonisti" di queste affascinanti avventure.
Per più di quattrocento di essi ha esposto sinteticamente il pensiero e le attività, ordinandoli cronologicamente in base all'anno della loro scomparsa, o della loro nascita, se viventi.>>

Estratto da pag. 55:
<<Riccioli, Giovanni Battista, (1598 - 1671). Astronomo italiano al quale dobbiamo l'attuale sistema di nomenclatura lunare. Egli, nel 1651, pubblicò una carta della Luna contenente molti dei nomi ora universalmente accettati.
Come conseguenza del sistema introdotto da Riccioli le formazioni lunari portano una varietà di nomi curiosi. Le pianure sono chiamate mari, perché i primi osservatori pensavano che fossero distese d'acqua, il nome è rimasto anche se da secoli è risaputo che la Luna è priva sia d'aria che d'acqua. Così abbiamo, ad esempio, l'Oceanus Procellarum (Mare delle tempeste), il Mare Imbrium (Mare delle piogge) e il Mare Tranquillitatis (Mare della tranquillità). Le pianure meno rilevanti sono denominate baia (Sinus), palude (Palus) e lago (Lacus). I crateri prendono il nome da filosofi e scienziati del passato. I monti della Luna conservano, invece, il nome di formazioni terrestri a loro assegnato da Helvelius*: così abbiamo, per esempio, le Alpi e gli Appennini lunari.
Riccioli assegnò a se stesso un rilevante cratere vicino al bordo della Luna, con accanto una grande formazione che porta il nome del suo allievo Grimaldi F. A colleghi meno favoriti non è andata così bene. A Galileo*, forse per i rapporti tormentati che ebbe con la chiesa, è toccato un insignificante cratere di 15 km di diametro nell'Oceano delle tempeste.
Il sistema di Riccioli è stato seguito fino al giorno d'oggi, ma ora che i veicoli spaziali hanno permesso di tracciare le carte di entrambe le facce della Luna con dovizia di particolari, le regole fondamentali sono state estese a includere nomi tratti da campi dell'attività umana diversi dall'astronomia. Così ora troviamo, immortalati sulla Luna, i nomi di Freud S., Wells H.G., Montgolfier. Ora che molti pianeti e le loro lune sono stati fotografati dalle sonde spaziali, trovare i nomi adatti per le formazioni sui corpi celesti è diventato un problema stressante.>>

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· "LA LUNA dallo sbarco alla colonizzazione"

di Piero Bianucci, 1999, Giunti Editore, 215 pagine, 12,39 Euro ISBN 88-09-21782-9

Un bel saggio di facile comprensione, offre un'ampia panoramica su molti argomenti, senza mai addentrarsi eccessivamente nei particolari. Lo consiglio a tutti coloro che come me sono affascinati dalla Luna e da ciò che essa è oggi per l'uomo. all'interno del libri ci sono anche 16 pagine in carta patinata con foto "storiche" di vario genere.

Dall'aletta-segnalibro interna:
<<A trent'anni dalla storica impresa del primo sbarco sulla Luna, il volume propone una storia puntuale dell'osservazione scientifica del nostro satellite e un bilancio delle più recenti scoperte, facendo il punto su tutto ciò che sappiamo sul più vicino dei corpi celesti.
Lo sbarco di Armstrong e Aldrin nel Mare della Tranquillità il 21 luglio 1969 ha segnato l'inizio di una nuove era: nel 1998 la sonda Lunar Prospector ha scoperto acqua ghiacciata intorno ai poli lunari; Stati Uniti, Europa, Russia, Canada e Giappone stanno costruendo una Stazione spaziale; i prossimi passi saranno colonie sulla Luna e un viaggio verso Marte. Ma le conseguenze della conquista della Luna vanno oltre i risultati tecnologici e scientifici. Il programma Apollo diede all'uomo la prima occasione di contemplare la Terra da un altro mondo, di vederla come un pianeta piccolo e fragile sperduto nell'universo: la moderna consapevolezza degli equilibri ambientali e il lento ma inesorabile superamento degli atteggiamenti nazionalistici e razzisti saranno anche il frutto della rivoluzionaria prospettiva offerta all'umanità dall'esplorazione dello spazio. Questo libro racconta cos'è e come è fatta la Luna, e gli anni epici dell'astronautica per consentirci di comprendere meglio il nostro futuro.>>

Estratto da pag. 70
<<TECTITI, MITO AL TRAMONTO
Fino al 1969 si ritenevano di origine lunare certe piccole pietre vetrificate a forma di goccia chiamate tectiti, sparse in varie regioni della Terra (Sud-Est asiatico, Nord America, Cecoslovacchia, Costa d'Avorio, Australia) e con età compresa tra 700.000 e 34 milioni di anni. Considerata la diversità delle tectiti dal contesto geologico nel quale si trovavano, l'ipotesi era che si trattasse di frammenti di suolo lunare proiettato nello spazio con una velocità superiore a quella di fuga del nostro satellite in seguito alla caduta di grandi meteoroidi e poi catturato dall'attrazione della Terra. Il confronto con i campioni portati dagli astronauti ha modificato le opinioni della maggior parte dei planetologi. Per Schnetzler <<L'origine lunare delle tectiti, teoria controversa e stimolante che ha tenuto la scena scientifica per 75 anni, è morta il 20 luglio 1969. La causa della morte è stata diagnosticata come una massiccia overdose di dati lunari>>. Più di recente O'Keefe ha tentato di interpretare le tectiti non come schegge schizzate via dal suolo lunare a causa di impatti di grossi meteoriti, ma come materiale eruttato da vulcani lunari. Anche questa tesi però appare debole e non è suffragata da analogie con gli altri campione lunari. <<Possiamo concludere con più sicurezza che le tectiti non vengono dalla Luna piuttosto che il contrario>> è il parere finale di Stuart Ross Taylor del Lunar Science Institute di Huston, Texas, e dell'Università di Camberra, Austraia.
Decine di meteoriti quasi certamente di origine selenica sono state trovate a partire dal 1982 in Antartide da spedizioni americane e giapponesi. Ma non assomigliano alle tectiti.>>

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· "PIONIERI DEL CIELO Dallo sbarco sulla Luna al <<traghetto spaziale>>"

di Piero Bianucci, 1979, SugarCo Edizioni, 262 pagine, 5.500 lire (vedi anno di pubblicazione) ISBN: non esiste nemmeno il codice a barre

Libro trovato in un mercatino, non so se sia ancora in ristampa (magari da parte di altri editori). Nelle prime 120 pagine affronta in modo molto particolareggiato la conquista dello spazio da parte dell'uomo, soffermandosi naturalmente sul programma Apollo. Per 40 pagine parla poi della Luna e della sua storia geologica. Infine vi sono 90 pagine sul futuro dell'indagine astronomica nelle quali si parla appunto di un <<traghetto spaziale>> (che decollerà 2 anni dopo la pubblicazione del libro, nell'81), di un telescopio posto in orbita (l'HST) e di altre possibili innovazioni dell'astronautica-astronomia. E' interessante confrontare quali erano le aspettative alla fine degli anni '70 e cosa realmente le nazioni sono riuscite a realizzare in poco più di vent'anni. E' un libro in alcuni punti molto simile a "La Luna", sopra recensita, ma leggendo entrambi si nota chiaramente una differenza di pensiero, qui più sognatrice di un Bianucci ancora giovane e "inebriato" (e chi non lo sarebbe!!!) dalle allora recenti conquiste dello spazio. Contiene 32 pagine di foto e disegni di missioni famose.

Dalla quarta copertina:
<<L'approdo di Armstrong sulla Luna ormai è storia. La <<spiaggia sporca>> del Mare della Tranquillità è stata testimone delle più grandiosa impresa umana del secolo. Ma chi ne conosce i particolari, ora curiosi, ora drammatici? Qui li troverete. Poi sono venute le altre <<Misioni Apollo>>. Mezza tonnellata di Luna è stata portata sulla Terra e analizzata con gli strumenti più sofisticati. E' arrivato il momento di fare un bilancio scientifico ed umano della prima evasione cosmica dell'uomo, costata, in moneta attuale, 43 mila miliardi di lire, ma anche feconda di una preziosa <<ricaduta tecnologica>> nella nostra vita quotidiana: oggi, sulla vicina frontiera spaziale, centinaia di satelliti ci permettono di comunicare da un continente all'altro, di fare previsioni metereologiche, controllare gli inquinamenti, studiare l'universo. E sonde-robot ci hanno svelato i segreti di Mercurio, Venere, Marte, Giove. Questo è il passato dell'astronautica. Poi c'è il futuro. Il <<traghetto spaziale>> con il suo <<Spacelab>> sta per aprire, negli anni Ottanta, una nuova era: la colonizzazione dello spazio. <<Isole>> artificiali abitate da milioni di uomini e collocate in orbita alta potrebbero essere realtà all'inizio del nuovo secolo. Potentissimi razzi a propulsione nucleare o con gigantesche <<vele>> gonfiate dalla radiazione del Sole sono già stati progettati. Così forse potremo volare verso altre stelle, a incontrare civiltà aliene. E questo libro è quasi una guida al lungo viaggio.>>

Estratto dalla tabella a pag 125:
Curiosità [delle missioni Apollo]:
[Apollo 12:] L'astronave fu colpita da un fulmine 36 secondi dopo la partenza da Capo Kennedy. Nel viaggio di ritorno, i tre osservarono un'eclisse di Sole provocata dalla Terra.
[Apollo 14:] Mitchell [pilota del LEM] piazzò sulla Luna un pacchetto contenente il primo versetto della Genesi in 16 lingue e una Bibbia completa su microfilm. Shepard [comandante della missione] lanciò ad un massimo di 400 metri tre palle da golf con una mazza smontabile portata segretamente [?!? mi chiedo come] a bordo. Mitchell lanciò l'asta del collettore di particelle solari come un giavellotto prima della partenza.
[Apollo 15:] Dimostrazione della gravità con la caduta simultanea di un martello e di una piuma. Monumento in miniatura con lapide dei 14 cosmonauti e astronauti morti per lo spazio. Scott [comandante della missione] perse l'equilibrio due volte, ma non cadde.
[Apollo 16:] Durante la sortita dell'astronave-madre per il recupero delle pellicole impressionate sul modulo di servizio, Mattingly [pilota dell'astronave-madre] espose per 10 minuti all'esterno una <<colonia>> di diversi milioni di microbi.

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· "I buchi neri"

di Giancarlo Bernardi, 1996, Tascabili Economici Newton, 100 pagine, 1500 lire, ISBN 88-8183-459-6

Uno di quei libri che si comprano in edicola in vacanza. Al di là di quello che si potrebbe pensare (prezzo basso => qualità bassa), nell collane economiche si trovano spesso saggi degli argomenti più disparati, in alcuni casi molto interessanti e ben fatti, come in questo caso.

Dalla quarta copertina:
<<Con la teoria della relatività generale elaborata da Albert Einstein, il cielo venne a popolarsi di oggetti con proprietà fino ad allora impensabili. Nane Bianche, stelle di neutroni sono solo le tappe delle successive, estreme configurazioni che la materia assume sotto l'azione incessante della gravità. Al di là c'è un ultimo stadio della materia, la cui esistenza pone pesanti interrogativi sia sul destino stesso dell'universo, sia sulla possibilità della formulazione di una adeguata teoria fisica. Partendo dalle galassie, e proseguendo con la nascita e l'evoluzione stellare il volume analizza. in maniera sintetica ma rigorosa, le varie fasi dello sviluppo teorico e sperimentale, teso alla costruzione della nuova immagine dell'universo che scaturisce dall'applicazione della relatività generale e che trova nei <<buchi neri>> la sua ultima, definitiva prova di validità conoscitiva.>>

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· "Longitudine"

di Dava Sobel, 1996, Rizzoli, 153 pagine, non so il prezzo, ISBN 88-17-84475-6

Un grande libro che consiglio agli appassionati di storia (non quella che si studia a scuola, ma quella che ha migliorato il nostro modo di vivere grazie al progresso tecnologico). Non si può definirlo un libro di astronomia, ma l'astronomia è uno dei suoi protagonisti, in un tempo in cui si pensava di risolvere il problema della longitudine con le eclissi di Giove, piuttosto che osservando la Luna.

Dalla sovracopertina:
<<Nel 1714 il Parlamento inglese offrì una ricompensa di ventimila sterline (l'equivalente di venti miliardi in lire di oggi) a chi scoprisse un metodo semplice ed efficace per determinare la longitudine di una nave in mezzo all'oceano (cioè la "distanza", lungo un parallelo, da un meridiano di riferimento). Come dimostra l'entità della cifra, quello della longitudine non era un problema da poco: agli occhi degli uomini del Settecento, il mondo aveva un aspetto molto lontano da quello che gli atlanti, i mappamondi e le fotografie scattate dai satelliti ci hanno reso familiare, e non si contavano i marinai che avevano perso la vita perché le loro navi si erano schiantate sugli scogli di una costa che secondo i calcoli (sbagliati) dei loro piloti non avrebbe dovuto essere lì. Invano, per molti decenni, i più brillanti intelletti europei, da Galileo a Neuton, avevano cercato una soluzione. Stimolati dalla posta in palio, altri intelletti, non così brillanti, avanzarono le loro proposte: le più scientifiche prevedevano macchinosi calcoli astronomici fondati sulla distanza della luna, le più balzane una rete di navi ancorate a distanze fisse come punti di riferimento in mezzo all'oceano, o addirittura la presenza su ogni nave di un cane ferito, torturato a ore fisse per mezzo di una polvere, non meglio identificata, capace di agire a distanza. Fu un orologiaio autodidatta, l'inglese John Harrison, a trovare la soluzione: bastava che ogni nave fosse equipaggiata con un cronometro in grado di segnare sempre l'ora "esatta", quella di Londra, ad esempio, e un semplice confronto con l'ora locale avrebbe istantaneamente fornito il "fuso orario". e dunque la longitudine, della nave. Ma, trovata la soluzione, si presentava un altro problema: perché non solo lo spazio, ma anche il tempo del Settecento era diverso dal nostro, e un cronometro così preciso non esisteva nemmeno sulla terraferma. Questo libro è la storia, straordinariamente avvincente,dei quarant'anni di sforzi che furono necessari a Harrison non solo per costruire e perfezionare quel cronometro, ma per persuadere la comunità scientifica, dominata dai fautori della soluzione "astronomica", dell'efficacia del suo metodo. E come ci accorgeremo ben presto, gli ingredienti di questa storia - la tenacia, l'ardimento, l'avidità, gli sporchi trucchi, i colpi bassi, e i riconoscimenti meritati e tardivi - sono gli stessi che ci aspetteremmo in un grande romando di mare e di avventura ambientato in quel secolo straordinario.>>

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· "Il giro del mondo in 80 minuti"

di Umberto Guidoni, 1998, Di Renzo Editore, 60 pagine, 8,30 euro, ISBN 88-86-04479-8

Il diario di bordo della missione TSS-1R (la famosa missione del "satellite al guinzaglio"). Lo stile è lo stesso dell'intervista comparsa su Newton di luglio 2001. In sostanza è il libro da leggere in attesa di reperire i 20 milioni di dollari necessari per farsi una vacanza sulla ISS ;-)

Dalla quarta copertina:
<<Chi avrebbe mai pensato che fosse possibile "girare intorno al mondo" in poco più di 80 minuti? L'uomo, grazie alla sua grande curiosità e intelligenza, è riuscito a raggiungere questo formidabile obiettivo. Guidoni, uno dei primi astronauti italiani, ci racconta, con una semplicità accattivante, come ci si prepara per un viaggio spaziale, il tipo di addestramento a cui ci si deve sottoporre, come si vive in uno Shuttle. Interessante il suo diario di bordo, nel quale ha annotato le sue impressioni durante l'intera missione. Il libro è un utile mezzo per chi, mosso dalla curiosità di conoscere, voglia affrontare un viaggio fantastico insieme con l'Autore.>>

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· "Esistono gli extraterrestri?"

di ELio Sindoni, 1997, edizioni Il Saggiatore, 122 pagine, 10.000 lire, ISBN 88-428-0452-5

Come disse lo stesso autore ad una conferenza di presentazione del libro, <<non pensate di trovare in quest'opera la risposta alla domanda del titolo, quest'ultimo è stata solo un'infelice scelta dell'editore>>. In realtà il saggio presenta le problematiche relative alla possibilità di vita al di fuori della Terra (si tratta di un saggio scientifico, niente a che vedere con il paranormale o con gli ufo). Se come estratto dal libro scelgo le conclusioni non è per evitare che lo compriate, la parti più interessanti sono infatti al suo interno.

Dalle conclusioni (pag 105):
<<Esistono gli extraterrestri? Questo libro non ha certamente avuto la pretesa di dare una risposta a una domanda alla quale non si può rispondere, ma ha voluto soltanto proporre al lettore qualche spunto. Anche chi lo ha scritto ha riflettuto su questa domanda, che è fuori di dubbio una delle più cruciali che gli uomini si siano mai posti, coinvolgendo la scienza, nei suoi molteplici aspetti, la tecnologia, la teologia, la filosofia. Solo conoscerne la risposta, anche se non fossero possibili incontri ravvicinati, potrebbe cambiare radicalmente le nostre credenze, le nostre convinzioni, la nostra visione della vita. Il mio personale punto di vista è che vi siano nell'Universo miliardi di pianeti e di satelliti in cui l'ambiente non sia totalmente ostile alla comparsa della vita. Se vi è la presenza del giusto brodo di elementi chimici e la disponibilità di una sorgente di calore, che può essere interna al pianeta o provenire dalla stella madre, le leggi della fisica, se le riteniamo, come sembra ragionevole, valide in tutto l'Universo, devono necessariamente portare alla formazione di biomolecole. Ma ciò non significa che la sola presenza di biomolecole debba evolvere sino allo sviluppo di una vita intelligente quale è quella che, dopo un processo durato più di dieci miliardi di anni, è comparsa sulla Terra. Il mio personale punto di vista, ripeto, è che l'autocoscienza, la mente, l'intelligenza, o comunque si voglia chiamare la capacità degli uomini di porsi di fronte all'Universo e di chiedere perché, fanno del genere umano qualcosa di unico, il risultato del piano creativo di un sapiente Architetto. L'uomo deve comunque continuare a cercare la risposta, anche se l'impresa è di estrema difficoltà, con lo stesso spirito e la stessa curiosità che ha condotto Ulisse al di là delle Colonne d'Ercole. Ma non riesco a esimermi dal chiudere con una nota non molto ottimista: le incessanti guerre, le stragi, i genocidi, il dilagare della violenza, il crescente divario tra popoli ricchi e popoli che muoiono di fame, l'uso contro natura delle scoperte della scienza ecc., tutto ciò fa sorgere il dubbio che, in futuro, potrà divenire altrettanto arduo trovare esseri intelligenti sulla nostra Terra quanto il cercarli fuori, nell'immensità del Cosmo. Eppure, l'intelligenza resta - oggi più che mai - qualcosa di prezioso perché: <<tutti i corpi, il firmamento, le stelle, la Terra e i suoi regni non valgono la più piccola intelligenza: questa conosce tutto ciò e se stessa, i corpi no.>> (Blaise Pascal, Pensieri, 793, ed. Brunschvicg)>>

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· "Gagarin: la terra è azzurra"

di Alfonso Sterpellone Cino Del Duca editore - 1961, Milano - lire 500 - 174 pp. + 16 pp. di fotografie b/n (foto oggi divenute storiche)

Sottotitolo: "il primo libro pubblicato nel mondo sul cosmonauta GAGARIN - l'avvenimento visto da MOSCA - la relazione dell'ACCADEMIA DELLE SCIENZE SOVIETICA - rapida storia dell'astronautica"
Evidentemente il sottotitolo dice molto, ma ancor più chiara è la prefazione:
<<Questa è la storia di un'impresa, che ha aperto all'uomo le vie del cosmo. L'autore l'ha vissuta nella diverse fasi, nei limiti consentiti a un giornalista, in un Paese come l'Unione Sovietica.
Qui, egli ha voluto testimoniare come l'avvenimento sia stato accolto a Mosca, quali relazioni abbia suscitato, quale importanza gli sia stata attribuita.
Non tutti i particolari dell'impresa sono noti [questo nemmeno 40 anni dopo...], e il lettore avrà agio di rendersene conto. Ma non per questa constatazione, che è obiettivamente valida, può diminuire l'interesse a rievocare i 108 minuti del volo di Yuri Gagarin, l'ambiente in cui esso fu preparato; a sapere come i cittadini sovietici hanno accolto l'eroe, come l'attesa della notizia fosse viva, tra i giornalisti stranieri, che risiedono a Mosca.
Ecco perché l'autore ha ritenuto non inutile rielaborare le note che aveva segnato sul suo taccuino, confrontarle con i resoconti ufficiali dell'impresa, con i giudizi degli scienziati e dei tecnici, con i sentimenti della folla di Mosca. Non altro è lo scopo delle pagine che seguono: offrire una testimonianza diretta su un'impresa, che resterà nella storia.>>

Dimostrazione che gli astronomi sono dei gran simpaticoni: dalle pag. 84-85
<<...Già pochi giorni prima, esponendo una sua teoria sull'esistenza dei marziani, l'astronomo sovietico prof. F. Zigel affermava che essi sono comunisti [la cosa è stata ribadita dal comico Corrado Guzzanti: vedi il documentario "i Fascisti su Marte" ;-) ].
La teoria di Zigel è semplice: i <<canali marziani>>, scoperti dall'italiano Schiapparelli nel 1887, non sono -come pretendono alcuni studiosi <<borghesi>>- cumuli di cenere o di altre sostanze; essi <<sono stati creati dalla volontà di un essere intelligente, dalla sua capacità>>. I marziani, in sostanza, avrebbero <<combattuto contro le forze della natura, e vinto>>; i canali non sarebbero altro che la dimostrazione di una <<razionale irrigazione>> del pianeta: e poi, <<non si osservano frontiere nazionali o altre delimitazioni. E coloro che li hanno costruiti non debbono avere in gioco interessi privati, debbono essere uniti per combattere gli elementi ostili>>: quindi, <<pacifisti, internazionalisti, pianificatori>>, come si conviene ai buoni comunisti.>>
Mi esonero dal fare commenti di tipo politico, ma questo Zigel ne aveva di fantasia!!

Giudizio definitivo: se trovate questo libro in un qualche mercatino prendetelo a occhi chiusi.

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· "Il Cosmo Intelligente - le nuove scoperte sulla natura e l'ordine dell'universo"

di Paul Davies Grande biblioteca di divulgazione scientifica Discovery - Mondadori/De Agostini
Copyright 1988 - codice ISBN assente, prezzo ignoto (comprato a peso) - 261 pp. + note, bibliografia e indice analitico

dalla quarta copertina:
<<La legge della natura che regola l'ordine dell'universo è l'argomento fondamentale di questa pubblicazione. Servendosi delle ultime scoperte di varie discipline scientifiche, dalla biologia all'astrofisica, l'autore Paul Davies va alla ricerca di quel principio unificatore che governa l'intero cosmo, dal semplice fiocco di neve alla struttura degli organismi più complessi. Esiste un piano preordinato che determina l'evoluzione della vita dell'universo? Addentrandosi nei misteri della creazione, Davies cerca una risposta all'eterna domanda dell'uomo.>>

Purtroppo alla fine di tutto l'ambaradan la risposta non arriva, ma non c'è da meravigliarsi; quello che non mi ha soddisfatto è che in questo senso Davies ha un po' paura di prender posizione, come se tutto ciò che cade fuori dall'ambito scientifico sia tabù. In realtà l'Uomo non è al mondo solo per acquisire conoscenze...

Il miracolo della vita: dalle pagine. 153-154
<<È possibile calcolare approssimativamente la probabilità che il continuo spezzarsi e riformarsi delle molecole complesse presenti nel brodo primordiale abbia prodotto, dopo un miliardo di anni, un piccolo virus. Il numero di possibili combinazioni chimiche differenti è talmente enorme che tale probabilità è minore di 10^2.000.000. Cioè, per capirsi meglio, meno probabile che ottenere testa sei milioni di volte di seguito lanciando una moneta. Se anziché un virus si prende invece in considerazione una qualunque ipotetica molecola più semplice capace di riprodursi le probabilità favorevoli potrebbero considerevolmente aumentare, ma con numeri di questo tipo la conclusione non cambia: la spontanea generazione della vita a partire dal mescolamento molecolare casuale è un evento ridicolmente improbabile.>>

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NEW · "Epic Moon: A history of lunar exploration in the age of the telescope"

di William P. Sheehan e Thomas A. Dobbins, 2001, Willmann-Bell editore, 364 pagine, 186 illustrazioni, 29.95 Dollari (americani) ISBN 0-943396-70-0

Libro stupendo, unico nel suo genere, che consiglio a tutti gli astrofili sedotti dalla nostra Luna. Si tratta di un'opera storiografica nella quale vengono presentati i personaggi che hanno fatto la storia della selenografia. In 18 capitoli, si ritrovano le scoperte, le idee (spesso assurde) e le osservazioni di uomini che hanno consumato la loro vita nello studio della superficie lunare alla ricerca di cambiamenti, attività vulcaniche etc...
Poiché le cose da dire su questo fantastico libro sono veramente tante, vi rimando all'ottima recensione di Leif J. Robinson apparsa su Sky&Telescope di febbraio 2002 (162kB).

Unici difetti del libro:
1) ha un indice analitico ridotto ai minimi termini (che risulta inutile nel caso si voglia ritornare ad un particolare paragrafo per consultarlo)
2) il libro è in inglese e purtroppo (dato l'argomento trattato) non penso che ci sia qualche editore italiano disposto a tradurlo :-((


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Biblioteca di Orione

Per questi volumi, data la loro ampia diffusione fra gli astrofili mi limito ad esprimere un commento senza portarne alcun estratto. Per il prezzo vi rimando al sito della rivista che li ha pubblicati: www.orione.it

Catalogo Messier, di Enrico Moltisanti
Un "must" per ogni astrofilo, è il tipico volume da consultazione. Presenta per ogni oggetto una fotografia, una mappa di ricerca (non particolarmente utile date le dimensioni), i dati fisici e visuali e una descrizione con utili consigli per l'osservazione. Per una recensione più approfondita rimando al sito dell'autore Enrico Moltisanti.

Oltre Messier, di Enrico Moltisanti
Una sorta di "sequel" del "Catalogo Messier" si presente strutturato esattamente come quest'ultimo. Contiene gli oggetti più spettacolari non inclusi nel catalogo dell'astronomo francese. Anche per questo c'è una recensione sul sito dell'autore.

Atlante Astronomico, di Laura Dondi e Walter Ferreri
Piccolo ed economico è un buon atlante per incominciare. Strutturato in 20 tavole in formato A4 arriva a mag 7, si dimostra quindi molto comodo per le osservazioni al binocolo o con piccoli telescopi. Contiene un discreto numero di oggetti deep-sky e a fronte di ogni tavola c'è la descrizione delle costellazioni rappresentate, con i suggerimenti circa gli oggetti più interessanti da osservare.

Osservare la Luna, di Raffaello Lena e Piergiovanni Salimbeni
Uno degli ultimi speciali della rivista, realizzato da Raffaello Lena e Piergiovanni Salimbeni del GLR mostra una panoramica sulle tecniche di osservazione e su cosa osservare. Purtroppo è un volume breve (94 pagine in formato A5), ma penso che questa sia una colpa da imputare più all'editore che agli autori, che portano avanti da tempo un complesso programma di osservazione e studio del nostro satellite.

Telescope no problem, di Emiliano Ricci
"Guida all'osservazione del cielo con il telescopio": il sottotitolo dice tutto. E' un volumetto molto utile agli astrofili alle prime armi (qual ero io quando lo speciale fu pubblicato). E' suddiviso in 3 parti (Il telescopio - Il cielo - L'osservazione del cielo) nelle quali si trovano consigli più o meno tecnici su come e cosa osservare.

Costellazioni e mito, di Walter Ferreri
Per ogni costellazione, accompagnata dalla relativa mappa, vengono proposte la leggenda e il mito che la "disegnarono" in cielo e un breve paragrafo a descrizione degli oggetti più interessanti da osservare (questa parte è pressoché identica a quella che si trova nell'Atlante Astronomico sopracitato, dello stesso autore).

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