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Odyssey 8 (Dobson Coulter Optical 200mm f/4.5) 19" a 56Kbps Aspetto - Montatura - Tubo ottico - Focheggiatore - Cella Primario - Cella Secondario - Cercatore - Ottica - Cosa si vede - Altre Dotazioni
Aspetto: Montatura: E' un tubo di 96cm di lunghezza e 26cm di diametro (sta nel bagagliaio di una Y10
o di una Panda -come constatato di persona-).
Sotto di esso vi sono 3 sostegni disposti a 120° per evitare che lo stesso si
rovini poggiando a terra. E' fatto di cartone molto spesso (1cm). Internamente è totalmente verniciato di nero opaco, mentre fuori è rosso. Grazie
al rivestimento impermeabile non soffre l'umidità e
soprattutto è molto rigido (mentre si insegue non si flette). Quando l'ho forato per metterci il cercatore ho constatato la sua robustezza (anche al trapano ha opposto una buona resistenza). Unico neo: il peso. Per mettere a fuoco c'è un raccordo di plastica con frizione (visibile nella foto sotto) nel quale si fa scorrere a mano un tubo di alluminio che regge l'oculare. Sistema tanto economico quanto spartano. Diversamente da come si potrebbe pensare la messa a fuoco è abbastanza agevole, occorre soltanto un po' di malizia; solo da 180 ingrandimenti in su si fa realmente fatica a trovare il fuoco. Nella versione recente di questo telescopio la Murnaghan (l'azienda che ha rilevato la Coulter, prima produttrice del telescopio) ha aggiunto una regolazione fine al tubo porta-oculari. Updated:
ho sostituito il focheggiatore originale con uno di tipo Crayford
autocostruito:
ora è molto più comodo. La classica cella con 3 viti spingenti e 3 tiranti. Come potete vedere dalle foto anche questa è abbastanza primitiva, non permette infatti regolazioni fini. Secondo il manuale delle istruzione il secondario dovrebbe essere già collimato, in realtà ho dovuto regolarlo poiché ponendo l'occhio al porta-oculari non si riusciva nemmeno a vedere tutto il primario.
Fig.1: Veduta
d'insieme. Invece del classico spider a 3 o 4 raggi, il secondario è
imbullonato ad una singola "sbarra" che attraversa il tubo ottico
Non c'era il cercatore (né
il porta-cercatore). Dato che le due cose sono di una certa utilità ho
provveduto a costruirle e a mettercele, ora il puntamento è decisamente più
agevole :-) Finora questo telescopio sembrerebbe
un bidone, o come lo ha scherzosamente definito mia sorella appena lo ha visto "un mega-rotolo di carta igienica". Fortunatamente il punto forte della Coulter è proprio l'ottica, che rende questi dobson competitivi
ad un livello fra gli Orion cinesi e i Celestron Usa. Completamente fatti in America e rifiniti a mano (il primario), gli specchi Coulter sono ad un buon livello
qualitativo (questo secondo alcune review americane, non avendo io un banco
ottico posso solo giudicare dalle immagini che ottengo all'oculare); poiché in rete non ho trovato le caratteristiche del vecchio modello di Odyssey 8
(questo) ho scritto al proprietario della Murnaghan (l'azienda che ha rilevato la Coulter), che tuttavia non mi ha saputo confermare tutto ciò che volevo: E' ormai un fatto storicamente documentabile che quando un astrofilo compra uno strumento ottico o parte di esso arriva una perturbazione atmosferica tanto maggiore quanto è il valore funzionale dello strumento: se per un filtro ti arriva la foschia e per un oculare incomincia a piovere, per un dobson a me sono arrivati 15 giorni di brutto tempo e persino la neve in febbraio (15/02/02) a Milano! - Luna: ACCECANTE, a 270x l'immagine era ancora nitida (ma difficile da mettere a fuoco anche con il nuovo crayford - sicuramente devo migliorare la collimazione, assai difficile su un f/4.5). - Giove e Saturno: la prima cosa che colpisce passando da 9 a 20cm è il colore dei pianeti, finora osservati in "bianco e nero". Si riescono inoltre ad osservare parecchi dettagli in più rispetto all'ETX90 (a 72x la divisione di Cassini è semplice da vedere, anche con turbolenza atmosferica; a 144x la GMR è visibile senza filtri se il seeing è calmo, inoltre i due fascioni principali si mostrano turbolenti e non omogenei) - il doppio ammasso nel Perseo (stupendo anche con le luci dei vicini di casa puntate addosso) - M35, M36, M37, M38, M67 (semplicemente notevoli) - M42-M43: emozionanti con l'OR 12mm a 72x (con il filtro LPR della Orion l'immagine è molto contrastata anche a 34x -senza filtro il fondo cielo è troppo luminoso-) - M81, M82: con il SP 26mm stanno comodamente nel campo inquadrato, a 72x su M82 di inizia a percepire l'interruzione dovuta alle polveri. - M13: a 72x sotto un cielo marrone (per l'IL) si sgrana perfettamente. - M51: nonostante il suo puntamento sia semplice ho avuto enormi difficoltà a vederla a causa del cielo. Updated: - M27 e M57: senza filtri, a 72x
l'una compariva come un anellino di fumo più rarefatto al centro, l'altra
presentava il nucleo con la caratteristica nodosità centrale, ma non le
propaggini, causa IL. Di serie è presente un oculare 27mm
(ortoscopico?
e "made in Japan") con regolazione diottrica (come l'oculare destro dei binocoli). Fornisce
33x; fra il coma del telescopio e il campo non perfettamente corretto
dell'oculare (forse lo schema non è dei più adatti per un tele f/4.5), ai bordi le stelle sono
allungate; molto meglio va invece il SP Meade 26mm in dotazione con
l'etx. Giudizio
finale:
Sicuramente è quanto di meglio di può trovare per il deep-sky in visuale (in relazione al prezzo).
Fig.2:
come si presenta l'Odyssey 8 con il nuovo cercatore
(montato sulla sua staffa)
e con il focheggiatore
tipo Crayford
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