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Odyssey 8

(Dobson Coulter Optical 200mm f/4.5)

19" a 56Kbps

Aspetto - Montatura - Tubo ottico - Focheggiatore - Cella Primario - Cella Secondario - Cercatore - Ottica - Cosa si vede - Altre Dotazioni


Questo è il mio secondo telescopio: dopo un paio d'anni passati con il mio ETX90 ho deciso di fare il "grande" passo (grande si intende per l'utilizzatore di un 90mm) che mi permettesse di "godere" di quei deep-sky che finora avevo solo intravisto.

Aspetto:

In America la Coulter era conosciuta (oggi è stata rilevata da un'azienda più grande) come una ditta produttrice di telescopi "senza fronzoli" -come si trova scritto nello stesso libretto d'istruzioni-. Effettivamente al primo colpo d'occhio questo dobson lascia un po' a desiderare: base in legno pitturata di nero e tubo rosso in cartone, nulla di più, per un totale di quasi 18Kg. Diversamente da quel che si potrebbe immaginare non occupa molto più spazio del classico 114/910: i tubi sono lunghi uguale, inoltre, a fronte di un diametro ben maggiore, non c'è l'ingombro del treppiede e della montatura equatoriale. Sempre a causa delle "ridotte" dimensioni del tubo è necessaria una seggiola da campeggio, altrimenti le osservazioni dovranno essere eseguite in ginocchio per terra.

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Montatura:

Sempre stando alla filosofia di John Dobson che vuole un telescopio "da marciapiede" (sidewalk telescope) la base di questo dobson è fatta di semplici tavole di legno spesse 2cm verniciate abbondantemente di nero (bisogna graffiare in profondità per scoprire il colore del legno). Il parallelepipedo (32x32x52cm) che accoglie il tubo ottico ruota su un piano di legno con un certo attrito (che ho quasi eliminato con tre passa-cinghia da tapparella fissati sulla base inferiore a mo' di cuscinetti a rullo, e con dello spray lubrificante al silicone). Il tubo ottico poggia su 4 tamponi in nylon (due per parte) che riducono l'attrito. Il movimento in altezza è molto fluido, il tuo era perfettamente bilanciato prima che cambiassi il focheggiatore e aggiungessi il cercatore, ora tende a cadere in avanti. Senza dubbio la montatura è robustissima (picchiettando il tubo le vibrazioni si smorzano in un paio di secondi a 270x).

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Tubo Ottico:

E' un tubo di 96cm di lunghezza e 26cm di diametro (sta nel bagagliaio di una Y10 o di una Panda -come constatato di persona-). Sotto di esso vi sono 3 sostegni disposti a 120° per evitare che lo stesso si rovini poggiando a terra. E' fatto di cartone molto spesso (1cm). Internamente è totalmente verniciato di nero opaco, mentre fuori è rosso. Grazie al rivestimento impermeabile non soffre l'umidità e soprattutto è molto rigido (mentre si insegue non si flette). Quando l'ho forato per metterci il cercatore ho constatato la sua robustezza (anche al trapano ha opposto una buona resistenza). Unico neo: il peso.

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Focheggiatore:

Per mettere a fuoco c'è un raccordo di plastica con frizione (visibile nella foto sotto) nel quale si fa scorrere a mano un tubo di alluminio che regge l'oculare. Sistema tanto economico quanto spartano. Diversamente da come si potrebbe pensare la messa a fuoco è abbastanza agevole, occorre soltanto un po' di malizia; solo da 180 ingrandimenti in su si fa realmente fatica a trovare il fuoco. Nella versione recente di questo telescopio la Murnaghan (l'azienda che ha rilevato la Coulter, prima produttrice del telescopio) ha aggiunto una regolazione fine al tubo porta-oculari.

Updated: ho sostituito il focheggiatore originale con uno di tipo Crayford autocostruito: ora è molto più comodo.

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Cella primario:

La classica cella con 3 viti spingenti e 3 tiranti.
Lo specchio è incollato ad un disco di truciolato molto spesso (due dita) che penso serva ad evitare flessioni. Essendo il mio primo newton mi ha dato filo da torcere per collimarlo, ma penso che ciò sia dovuto più a una mia incapacità che al sistema, per altro molto diffuso.

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Cella secondario:

Come potete vedere dalle foto anche questa è abbastanza primitiva, non permette infatti regolazioni fini. Secondo il manuale delle istruzione il secondario dovrebbe essere già collimato, in realtà ho dovuto regolarlo poiché ponendo l'occhio al porta-oculari non si riusciva nemmeno a vedere tutto il primario.


Fig.1: Veduta d'insieme. Invece del classico spider a 3 o 4 raggi, il secondario è imbullonato ad una singola "sbarra" che attraversa il tubo ottico

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Cercatore:

Non c'era il cercatore (né il porta-cercatore). Dato che le due cose sono di una certa utilità ho provveduto a costruirle e a mettercele, ora il puntamento è decisamente più agevole :-)

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Ottica:

Finora questo telescopio sembrerebbe un bidone, o come lo ha scherzosamente definito mia sorella appena lo ha visto "un mega-rotolo di carta igienica". Fortunatamente il punto forte della Coulter è proprio l'ottica, che rende questi dobson competitivi ad un livello fra gli Orion cinesi e i Celestron Usa. Completamente fatti in America e rifiniti a mano (il primario), gli specchi Coulter sono ad un buon livello qualitativo (questo secondo alcune review americane, non avendo io un banco ottico posso solo giudicare dalle immagini che ottengo all'oculare); poiché in rete non ho trovato le caratteristiche del vecchio modello di Odyssey 8 (questo) ho scritto al proprietario della Murnaghan (l'azienda che ha rilevato la Coulter), che tuttavia non mi ha saputo confermare tutto ciò che volevo:

<<The "old" Coulter mirrors were all supposed to be "diffraction limited" which means 1/8 wave at the surface or 1/4 wave at the wavefront. They are not the same as the mirrors we use in the "new" Coulter scopes. I have no actual knowledge if all of them actually were figured to this specification. The mirrors were 86% aluminum with an SiO overcoat, as best as I know, however it is always possible that your particular mirror may not be overcoated, so always use caution when cleaning it. The mirror in that focal length is almost certainly paraboloidal[...]>>

Dal momento che durante l'ultima pulizia mi sono accorto che se calcavo troppo lasciavo dei micro-graffi sulla superficie, penso che non siano quarzati.
Differenza sostanziale rispetto ad altre case produttrici: il materiale degli specchi non è pyrex, ma normale vetro, il che comporta tempi di acclimatazione leggermente maggiori e nulla più -vedi Sky&Telescope, Feb.2002, p.123-.
Per quanto riguarda il coma, tipico dei riflettori veloci, è evidente a bassi ingrandimenti (34x) ai bordi del campo, ma si riduce sostanzialmente salendo oltre i 75x (diminuisce avvicinandosi all'asse ottico).

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Cosa si vede:

E' ormai un fatto storicamente documentabile che quando un astrofilo compra uno strumento ottico o parte di esso arriva una perturbazione atmosferica tanto maggiore quanto è il valore funzionale dello strumento: se per un filtro ti arriva la foschia e per un oculare incomincia a piovere, per un dobson a me sono arrivati 15 giorni di brutto tempo e persino la neve in febbraio (15/02/02) a Milano!
Battute a parte per ora non ho potuto osservare molto a causa del pessimo cielo che ritrovo sul mio giardino a Monza:

- Luna: ACCECANTE, a 270x l'immagine era ancora nitida (ma difficile da mettere a fuoco anche con il nuovo crayford - sicuramente devo migliorare la collimazione, assai difficile su un f/4.5).

- Giove e Saturno: la prima cosa che colpisce passando da 9 a 20cm è il colore dei pianeti, finora osservati in "bianco e nero". Si riescono inoltre ad osservare parecchi dettagli in più rispetto all'ETX90 (a 72x la divisione di Cassini è semplice da vedere, anche con turbolenza atmosferica; a 144x la GMR è visibile senza filtri se il seeing è calmo, inoltre i due fascioni principali si mostrano turbolenti e non omogenei)

- il doppio ammasso nel Perseo (stupendo anche con le luci dei vicini di casa puntate addosso)

- M35, M36, M37, M38, M67 (semplicemente notevoli)

- M42-M43: emozionanti con l'OR 12mm a 72x (con il filtro LPR della Orion l'immagine è molto contrastata anche a 34x -senza filtro il fondo cielo è troppo luminoso-)

- M81, M82: con il SP 26mm stanno comodamente nel campo inquadrato, a 72x su M82 di inizia a percepire l'interruzione dovuta alle polveri.

- M13: a 72x sotto un cielo marrone (per l'IL) si sgrana perfettamente.

- M51: nonostante il suo puntamento sia semplice ho avuto enormi difficoltà a vederla a causa del cielo.

Updated:

- M27 e M57: senza filtri, a 72x l'una compariva come un anellino di fumo più rarefatto al centro, l'altra presentava il nucleo con la caratteristica nodosità centrale, ma non le propaggini, causa IL.

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Altre dotazioni:

Di serie è presente un oculare 27mm (ortoscopico? e "made in Japan") con regolazione diottrica (come l'oculare destro dei binocoli). Fornisce 33x; fra il coma del telescopio e il campo non perfettamente corretto dell'oculare (forse lo schema non è dei più adatti per un tele f/4.5), ai bordi le stelle sono allungate; molto meglio va invece il SP Meade 26mm in dotazione con l'etx.
Oltre a questo l'astrofilo dal quale ho comprato questo dobson mi ha lasciato anche un 12mm (ortoscopico di Abbe), sempre della Coulter e che sull'Odyssey 8 fornisce 72x: egli non era particolarmente entusiasta di questo oculare che personalmente ho invece trovato più nitido persino dei Plossl Meade. Di contro ha un campo di soli 40° (ma è corretto fino ai bordi). Dal momento che è un "made in Japan" e che esteticamente è identico agli orto Unitron penso sia della stessa casa produttrice (come accade per la Synta che produce i Konus, gli Antares, gli Skyline...).
Per entrambi gli oculari l'estrazione è elevata (riesco infatti ad osservare anche senza togliere gli occhiali), sul 27mm c'è anche il paraluce in gomma.

Giudizio finale:
Alla luce dei fatti penso che sia uno strumento davvero molto buono. Di certo non è un telescopio per l'alta risoluzione (anche perché la stessa montatura dobsoniana rende difficoltoso l'inseguimento ad alti ingrandimenti) né per passare una serata osservativa in compagnia degli amici (tutte le persone che l'hanno provato hanno perso l'oggetto inquadrato nel tempo di mettere a fuoco).

Sicuramente è quanto di meglio di può trovare per il deep-sky in visuale (in relazione al prezzo).

In futuro spero di inserire qualche commento più utile e approfondito, magari scaturito da osservazioni effettuate sotto un cielo decente.

 

Fig.2: come si presenta l'Odyssey 8 con il nuovo cercatore (montato sulla sua staffa) e con il focheggiatore tipo Crayford

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